Lentezza inutile

Direi che questo è il momento della giornata che preferisco in tempi di isolamento. Ho fatto colazione, poca perché sono a dieta, mi sono lavata, vestita e mi siedo sulla poltrona più vicina alla portafinestra per godere del tepore del sole, che al mattino entra impertinente da questa parte.

E’ un altro lunedì ma potrebbe essere domenica come giovedì, perché nell’isolamento si perde la cognizione del tempo.

Uscendo dalla camera l’occhio mi è caduto sul cassettone dove l’orologio, gli orecchini e gli anelli giacciono abbandonati ormai da dieci giorni, così come la borsa e le scarpe vicino all’ingresso; tutti elementi di una vita fuori, che adesso è vietata.

Guardare fuori per guardare avanti e guardarsi dentro; questo dovrebbe essere l’imperativo di questi giorni ma mi rendo conto che più uno ha tempo e più uno ne spreca.

Mi faccio rabbia da sola quando realizzo che sono stanca ed è già sera, senza aver concluso nulla; sono infinitamente più produttiva in situazioni più limitate, come del resto studio meglio nell’imminenza di un esame oppure trovo il tempo e la forza per fare movimento dopo una giornata di lavoro perché sono più attiva ma anche perché diventa una valvola di sfogo necessaria per riequilibrarsi, così come sono capace di andare a fare la spesa e cucinare dopo una lunga giornata, oppure pulire casa il sabato o ancora fare lavatrici alle sette del mattino prima di uscire.

Credo che alcune persone, tipo me, necessitino di un’agenda che dà la carica per non perdersi nel torpore della lentezza. Io nella troppa calma mi perdo, sto a disagio come in un vestito troppo largo che non so vedermi addosso e perdo giornate tentando di sistemarlo, metto una cintura e dopo un po’ la tolgo, faccio una risvolta alle maniche che dura solo mezza giornata, provo a cambiare le scarpe sperando in una migliore visione di insieme e così via per inutili tentativi; rendo molto di più in situazioni di stress e mi piace la calma solo come stacco o come ricompensa, viverci sempre mi obnubila anche il cervello che va a scartamento ridotto come tutto il corpo del resto.

A proposito di corpo oggi devo chiamare il dietologo perché, nonostante segua alla lettera le regole e mi sacrifichi con un’alimentazione ipocalorica, sono ferma con il peso, credo che possa essere dovuto ai farmaci che sto prendendo per il dolore cronico ma è decisamente scoraggiamente soffrire la fame e non vedere scendere quella terribile lancetta della bilancia.

Mi manca mio figlio, la mia famiglia, i miei cani, il mio immenso giardino ma con il decreto di ieri, che impedisce di uscire dal comune in cui ci si trova, è stata cancellata l’ultima speranza di vederli presto.

Pubblicato da starfishdiary

Everyday thoughts and meetings of a starfish

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