L’umanità avrà la sorte che saprà meritarsi (A. Einsten)

Finirà la pandemia come finiscono tutte le catastrofi, umane o naturali che esse siano.

Chissà però se il mondo sarà lo stesso e se gli essere umani modificheranno il loro modo di vivere.

Ci vuole tanta forza a vedere dottori e infermieri stremati, a scorrere le liste dei morti ogni giorni; cadaveri che non hanno neppure potuto rivedere i propri cari, prima di terminare il loro viaggio sulla terra e che invece di un mesto corteo di familiari li accompagna in un lontano forno di cremazione, una fila di camion dell’esercito.

Ognuno reagisce a modo suo, chi sta chiuso in casa e si dispera, chi cerca di approfittare di questo inaspettato tempo libero facendo cose che ha sempre rimandato, chi è diligente ed esce il minimo possibile, chi è scellerato ed esce continuamente.

Dietro queste porte chiuse ci sono tante storie, messe in pausa da un microscopico virus, che sta cambiando il corso della storia, oltre la vita di milioni di persone, anzi miliardi, visto che ad oggi pare ci siano almeno un miliardo di persone chiuse in casa.

Chissà se tutta questa distruzione riuscirà a portare qualcosa di buono in questo sistema sbilanciato, nelle caotiche vite moderne, nelle stressanti esistenze di gran parte della popolazione, nei rapporti umani, nei valori che ci guidano, nella scala delle priorità. Voglio essere ottimista e pensare che qualcosa di bello almeno a livello interiore lo porterà, perché l’esterno sarà sicuramente distrutto. Non so come potranno reggere le economie a una botta come questa e non ho idea di come potrà essere il dopo da tutti i punti di vista.

Gli stili di vita moderni ci hanno dato tanto in termini di comodità e progresso ma ci hanno tolto il tempo, che spesso è invece la vera ricchezza.

Questo virus ci ha ridato il tempo, anche se nella maniera peggiore e violenta che si potesse immaginare e la gente ha ricominciato a prendersi il tempo. Tempo per parlare tra familiari o amici, di persona o in videochiamata, il tempo per cucinare e per fare il pane, il tempo per disegnare con i figli e leggere storie, il tempo per farsi le maschere di bellezza o yoga in salotto, il tempo per fare torte il cui profumo inonda la casa preludio della loro squisitezza, il tempo per fare torte orribili che non lievitano, che non cuociono o che si abbrustoliscono, il tempo di fare la pasta in casa, il tempo di pulire la cantina e buttare via cose inutili accumulate negli armadi, il tempo di tinteggiare casa e tagliare l’erba in giardino, il tempo di leggere libri abbandonati nella libreria e guardare i film nella lunga lista compilata negli anni, il tempo per giocare a carte e monopoli, il tempo per fare quel puzzle regalo di anni fa, il tempo di ricamare, cucire, lavorare all’uncinetto e a maglia, il tempo di annoiarsi e di appisolarsi sul divano, il tempo di studiare una lingua o fare un corso online, il tempo di litigare e fare pace, il tempo senza il suono della sveglia al mattino, il tempo di sorseggiare il caffè in terrazza, il tempo di pensare e guardarsi dentro, il tempo di farsi domande e provare a darsi delle risposte.

C’è poi un tempo molto diverso, il tempo di tutti quelli che devono uscire di casa come commessi, autisti, postini, forze dell’ordine, corrieri ma soprattutto soccorritori, medici, infermieri e operatori della sanità in generale. Escono di casa indossando una corazza immaginaria e il coraggio di una missione da compiere; stanchi per i turni infiniti, stanchi per le condizioni drammatiche, stanchi di vedere morti, stanchi di lottare contro la stupidità di chi non rispetta gli altri, stanchi di questo gioco al massacro.

Noi possiamo solo stare chiusi a casa e pregare che costoro non gettino la spugna e che non si buttino a terra esauriti, che non lascino il campo di battaglia sconfortati, che non esauriscano le loro minime energie, che non si lascino sopraffare dalle tensioni, che non si lascino pietrificare dal dolore, che ancora si bardino e si preparino a combattere per salvare un’umanità a volte stupida, in ogni caso stordita dall’assolutamente inaspettato che ci ha travolti.

Pubblicato da starfishdiary

Everyday thoughts and meetings of a starfish

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