Giorno 4

E’ arrivato il virus e ci ha chiuso in casa, lasciando fuori le nostre vite frettolose.

La situazione è andata oltre le nostre fantasie fantascientifiche perché gli eroi che salveranno il mondo non hanno tute spaziali, armi galattiche o navicelle che viaggiano alla velocità della luce. I nostri eroi hanno dei camici bianchi o azzurri, hanno la stanchezza negli occhi e un cuore grande in petto, hanno in volto la rabbia e l’impotenza di chi non riesce a far capire alla gente che l’unica nostra salvezza siamo noi stessi e che i comportamenti irresponsabili verranno pagati cari.

Gli eroi di oggi sono sulle ambulanze e in prima linea ogni giorno, gli eroi odierni sono i camionisti e i corrieri che garantiscono l’approvvigionamento di beni, sono i farmacisti dietro al banco, sono i commessi dei e dei negozi che vendono beni di prima necessità, sono i medici di famiglia che mancano di dispotivi protettivi adeguati e di chiari protocolli, sono le forze dell’ordine che lottano per far rispettare le regole.

Questo elenco potrebbe continuare annoverando tutti coloro che si prodigano da giorni, anzi da settimane per salvare vite e devono lottare contro l’ignoranza e la scelleratezza di chi ha sottovalutato o ancora sottovaluta la situazione e in barba a tutte le prescrizioni continua a muoversi, ad andare in giro e dare manforte a questo virus così vorace e veloce.

A quelli che si sono fatti un weekend al mare o in montagna approfittando della chiusura delle scuole come se fosse una primavera anticipata, a quelli che si sono ammassati sui treni per invadere le regioni del sud in nome di una nostalgia che potrà essere fatale per alcuni.

La capisco questa forte paura e il bisogno di stare vicini ai propri cari in questo momento di disperazione; io stessa sono bloccata a Firenze a casa del mio compagno e ho ogni giorno la tentazione di tornare in Versilia a casa mia, di poter rivedere mio figlio dopo dieci giorni lontana, di vedere i miei genitori e le mie sorelle, i miei cani e poter stare un pó all’aria aperta nel nostro grande giardino ma per il bene di tutti resto qua in un appartamentino a Firenze, dal quale non esco da una settimana ormai.

Più della nostra situazione nazionale a questo punto mi spaventa la situazione degli altri paesi che non stanno prendendo misure adeguate e rischiano in parte di vanificare anche i nostri sforzi. Voglio però cercare di essere positiva pr quanto sia difficile perché la speranza è quella che ci aiuta a guardare avanti ma soprattutto oltre, oltre i muri, oltre i tempi bui, oltre le difficoltà, oltre gli ostacoli. Passando alla mia futile quotidianità, siamo al giorno 4 della dieta, ho sempre fame e per ora tutta questa energia di cui si parla non l’ho sentita ma vado avanti.

Pubblicato da starfishdiary

Everyday thoughts and meetings of a starfish

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